Studenti occupano la Regione Lazio contro dimensionamento scolastico: “Rocca faccia un passo indietro”
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La Rete degli Studenti Medi ha occupato quest'oggi la sede della Regione Lazio a Roma per chiedere un passo indietro sulla questione del dimensionamento scolastico. Il blitz, dopo che l'incontro con l'assessore alla scuola Giuseppe Schiboni, ottenuto in seguito alla manifestazione dello scorso venerdì, non ha avuto esito positivo: "Non hanno voluto ascoltare le necessità degli studenti – spiegano in una nota – Proprio per questo motivo, a seguito dell’incontro con l’assessore, il sindacato studentesco ha scelto di occupare la sede della Regione Lazio, per chiedere un passo indietro da parte della Giunta Rocca".
L'occupazione, è avvenuta mentre nello stesso momento si stava tenendo un incontro nella sala del Consiglio regionale del Lazio proprio sui tagli alla scuola, a cui era invitata anche la Rete degli studenti medi. “L’assessore Schiboni non vuole aprirsi in nessun modo alla discussione sulla delibera e di conseguenza in questo momento stiamo provando a fare un ultimo tentativo. – le parole di una studentessa, Aurora Iacob, mentre era in corso l'incontro – Vorremmo parlare a questo punto con il presidente Rocca e quindi ci sono le compagne e i compagni che sono entrati all’interno della Regione per fare un sit in nell’attesa di ricevere delle risposte concrete stavolta”.
"Continueremo ad urlare a gran voce che la scelta del Ministro Valditara e del Presidente Rocca sono un attacco al diritto allo studio – ha dichiarato Bianca Piergentili, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi Lazio – Vogliamo che il presidente Rocca venga qui ad ascoltarci, facendo un passo indietro". Al momento, nessun altro incontro è stato accordato agli studenti.
“La Giunta Rocca ritiri la delibera sul dimensionamento scolastico e avvii un’interlocuzione con il Governo Meloni portando al tavolo una mappatura con numeri ed esigenze reali delle scuole di Roma e del Lazio – ha dichiarato la consigliera dem Eleonora Mattia – Si può fare: ce lo ha dimostrato l’Emilia Romagna dove il Governo ha fatto un passo indietro e così ora lì si farà un solo accorpamento a fronte dei 14 inizialmente previsti. Come ci sono riusciti? Hanno ascoltato i territori e hanno rifatto il conteggio delle iscrizioni da cui è emerso che c’erano 10mila studenti in più rispetto a quelli su cui il Ministero aveva basato i propri tagli. E se questo non dovesse bastare, la Regione Lazio impugni la norma ‘taglia scuole’ davanti alla Corte Costituzionale in quanto lesiva delle competenze regionali in materia di istruzione e autonomia scolastica, come già fatto da altre Regioni, governate dalla destra o dalla sinistra. Questa normativa e le relative delibere, infatti, violano i principi di leale collaborazione e sussidiarietà sanciti dalla nostra Costituzione".